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Grandate
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mwhaGrandate (mwhqGrandaa in mwhgdialetto comascocite-ref-4[4]cite-ref-5[N 1], mwjwmwkaAFI: /ɡraŋˈdaː/) è un mwkgcomune italiano di mwkw2 821 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwmaprovincia di Como in mwmqLombardia.

Contents

Storia
Simboli
Musei
Note

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Storia

Nonostante i ritrovamenti (nell'ultima metà del XIX secolo e nel mwnq2011) di sepolture di età mwngprotostorica nel territorio di Grandate, ad oggi, non si hanno sufficienti elementi per far risalire le proprie origini ad un'era così remota.cite-ref-0-6-0[5]

Il ritrovamento di un tratto di strada mwpaglareata (acciottolata) che portava a Como, nei pressi del santuario di Santa Maria Bambina, testimonia invece come il territorio fosse già sfruttato in mwpqetà romana.cite-ref-0-6-1[5]

Negli Statuti di Como del mwqw1335, il “comune de Grandate” risultava far parte della mwrapieve di Zezio (Statuti di Como 1335, mwrqDeterminatio mensurarum), da cui dipense fino alla metà del XVIII secolocite-ref-1-7-0[6].

Nel mwsw1751, il territorio di Grandate comprendeva anche i cassinaggi di “Cassina San Poso”, “Isola” e "Cassina della Madonna”, per complessivi 336 abitanti. Non era infeudato e ogni tre lustri pagava per la redenzione la somma di lire 23 alla città di Como che li versava alla regia Cameracite-ref-1-7-1[6].

Nel comune erano attivi due consoli, ognuno dei quali rappresentava una famiglia di massari, che si alternavano mensilmente e che fungevano, anche, da esattoricite-ref-1-7-2[6]. Le decisioni comunali erano deliberate da un consiglio, convocato dal console, che si riuniva al suono della campana nella piazza della chiesa parrocchialecite-ref-1-7-3[6]. All’agente della cosiddetta “Casa Ciceri” spettava il compito di conservare e amministrare del patrimonio comunale, nonché la vigilanza sui pubblici riparticite-ref-1-7-4[6]. Il 19 giugno mwxq1756, con la riforma del governo della città e contado di Como, il comune di Grandate venne inserito nella istituenda pieve di Zezio inferiore del territorio di Como, che nel mwxg1791 fu inclusa nel II distretto censuario della provincia di Comocite-ref-2-8-0[7].

Durante la mwzaRepubblica Cisalpina, nel mwzq1797 si decise di inserire comune di Grandate nel dipartimento del Lario, distretto della pieve di Zezio inferiorecite-ref-3-9-0[8]. L'anno seguente il comune venne tuttavia trasportato nel dipartimento dell’Olona, distretto XXVIII di Cantù, per poi tornare nel 1801 a far parte del ricostituito dipartimento del Lariocite-ref-3-9-1[8].

Nel mwbw1808 Grandate fu aggregato al comune di Comocite-ref-3-9-2[8].

Nel mwdq1816, con il mwdgRegno lombardo-veneto, il ricostituito comune di Grandate venne inserito nel distretto II di Comocite-ref-4-10-0[9].

Quando nel mwfa1859 le province lombarde furono temporaneamente annesse al mwfqRegno di Sardegna, il comune di Grandate, retto da un consiglio di quindici membri e da una giunta di due membri, fu incluso nel mandamento III di Como, circondario I di Como, provincia di Comocite-ref-5-11-0[10].

Dal mwgw1861 ad oggi, la storia di Grandate ha seguito le vicende nazionali.

Simboli

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 4 aprile 1974.cite-ref-12[11]

«Di rosso, a cinque

spighe di grano

d'oro, poste

a ventaglio

, legate con un nastro svolazzante d'argento, infilate in un vaso di cristallo. Ornamenti esteriori da Comune.»

Il vaso di cristallo è simbolo delle numerose cristallerie presenti sul territorio; le spighe di grano poste nel vaso, rievocano l'attività agricola locale.

Il gonfalone è un drappo troncato di bianco e di rosso.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Nuova chiesa parrocchiale di San Bartolomeo

La nuova chiesa di San Bartolomeo fu costruita tra il mwlq1925 e il mwlg1932cite-ref-13[12] in sostituzione della precedente mwmwparrocchiale e fu oggetto di importanti restauri negli anni 1976-1978.cite-ref-6-14-0[13] La mwoaconsacrazione della chiesa avvenne in data 3 settembre 1927, per mano del mwoqvescovo di Como Adolfo Pagani.cite-ref-6-14-1[13]

Santuario della Madonna della Noce

Il Santuario della Madonna della Noce fu eretto nel mwrqXV secolocite-ref-15[14] sulla base di un precedente mwsgoratorio mwswaltomedievale, a sua volta costruita su sacello paleocristiano addossato a una fortificazione militare che in mwtaetà romana sorvegliava la vicina mwtqmwtgvia Regina.cite-ref-7-16-0[15]cite-ref-8-17-0[16] Oratorio che, a partire dal mwvwbassomedioevo e fino al mwwaXVIII secolo fu progressivamente ampliato fino a raggiungere le dimensioni della chiesa attualecite-ref-7-16-1[15]cite-ref-8-17-1[16].

Dal mwygbassomedioevo fino almeno al mwyw1758 la chiesa esercitò il ruolo di comparrocchialecite-ref-7-16-2[15]cite-ref-18[17].

Oggi l'esterno della chiesa si presenta con una mw1qfacciata a capanna, caratterizzata da un portale sormontato da una mw1glunetta contenente un mw1waltorilievo in cotto (1970)cite-ref-7-16-3[15]. L'interno è a mw3anavata singola chiusa da un'mw3qabside quadrata sormontata da cupolacite-ref-7-16-4[15]. Nelle pareti laterali s'innestano due cappelle adornate da affreschi e stucchi, alcuni dei quali databili al XVII secolocite-ref-7-16-5[15].

In origine il santuario era dedicato alla mw5wMadonna di Loreto, tuttora venerata in un'effige di un rilievo marmoreo trecentesco dalla forma circolare collocato all'interno della chiesacite-ref-7-16-6[15]cite-ref-8-17-2[16]. Al mw8a1470 risale invece un affresco mariano parimenti conservato internamente al Santuariocite-ref-8-17-3[16]. La tradizione popolare prima e, nel mw9q1947, il mw9gvescovo Alessandro Macchi ribattezzarono la chiesa come Santuario dedicato a Santa Maria Bambina,cite-ref-8-17-4[16] una statua della quale si trova dal 1938 ai piedi dell'affrescocite-ref-7-16-7[15]. La chiesa è annoverata nell'elenco dei mw-wsantuari e templi votivi della mwaqadiocesi di Comocite-ref-19[18].

Ex-chiesa parrocchiale di San Bartolomeo e San Pos

In via Verdi è ancora possibile vedere il possente edificio (alto 15 metri) che ospitò la vecchia parrocchiale di San Bartolomeo dal mwaqc1578 fino al mwaqg1927cite-ref-10-20-0[19], anno in cui fu sconsacratacite-ref-10-20-1[19] e riadattata a falegnameriacite-ref-6-14-2[13]. La vecchia chiesa, che al suo interno conservava una serie di raffigurazioni di angeli,cite-ref-6-14-3[13] era stata costruita nel mwark1306cite-ref-10-20-2[19] dai mercanti Giordano,cite-ref-10-20-3[19] Paganocite-ref-10-20-4[19] e Giacomocite-ref-10-20-5[19] De Cazanore di mwasoBlevio,cite-ref-06-21-0[20]cite-ref-6-14-4[13] e nel 1774 era stata ingranditacite-ref-10-20-6[19].

L'edificio non fu tuttavia la prima parrocchiale di Grandate, in quanto tale privilegio spettò all'antica chiesa di Sant'Adalberto, oggi non più esistente ma per lungo tempo - certamente fino alla prima metà del XVII secolocite-ref-7-16-8[15] e probabilmente già dall'VIII-IX secolocite-ref-6-14-5[13]mwauacite-ref-06-21-1[20] - collocata in località San Poscite-ref-6-14-6[13] (o Sanpossmwaukcite-ref-06-21-2[20]). Il toponimo di questa località è frutto della contrazione di mwau4Sanctorum pausa espressione latina da riferire a un episodio avvenuto nel mwau81164,cite-ref-22[21] quando l'mwavqarcivescovo Rainaldo di Dassel fece fare una mwavupausa, ossia una sosta, al corteo che lo stava riaccompagnando a mwavyColonia assieme alle reliquie dei mwavc"santi" Magi, trafugate due anni prima dalla mwavgbasilica di Sant'Eustorgio durante la mwavkdistruzione di Milanocite-ref-06-21-3[20].

Altro

• Chiesa del Santissimo Salvatore, costruita attorno agli anni 1970 all'interno del monastero benedettino.cite-ref-9-23-0[22]

Architetture civili

• Villa Borella (XVIII secolo), attuale centro civico, già appartenutà alle suore ospedaliere dell'mwawgOspedale Sant'Anna.cite-ref-06-21-4[20]
• Villa Ciceri (XVIII secolo)cite-ref-06-21-5[20], localizzata su un colle nella zona nord di Grandate, dal 1954 ospita il Monastero del Santissimo Salvatore delle Benedettine dell'adorazione perpetua del Santissimo Sacramentocite-ref-9-23-1[22]. Sul colle dove si trova il monastero, in epoca medievale sorgeva una fortificazione militare in collegamento visivo con il castello di Lucino e il mwaxyBaradello.
• Sostra de Grandáa (XX secolo) stalla dove vivevano i primi immigrati arrivati nel Comasco, anche locuzione per esprimere l'accoglienza e generosità delle vallate ricambiata in malo modo dai nuovi arrivati.

Cultura

Musei

• Museo del cavallo giocattolocite-ref-24[23]

Società

Evoluzione demografica

Prima dell'unità d'Italia

• 1771: 422 abitanticite-ref-2-8-1[7].
• 1799: 450 abitanticite-ref-3-9-3[8].
• 1805: 444 abitanticite-ref-3-9-4[8].
• 1853: 716 abitanticite-ref-4-10-1[9].
• 1859: 741 abitanticite-ref-5-11-1[10].

Dopo l'unità d'Italia

Abitanti censiticite-ref-25[24]

Economia

Industria

Grandate ospita la sede della mwaayArtsana.

Infrastrutture e trasporti

Il comune insieme al quartiere di mwaa0Breccia è servito dalla mwaa4ferrovia Como-Saronno tramite la mwaa8Stazione di Grandate-Breccia delle mwabaFerrovie Nord Milano. Fino al mwabe1966 era in funzione anche la linea mwabiComo-Varese sempre delle Ferrovie Nord Milano che collegava direttamente con mwabmVarese Nord.

Amministrazione

Gemellaggi


Note

Esplicative

cite-note-5N 1. Per il mwacedialetto comasco, si utilizza l'mwaciortografia ticinese, introdotta a partire dal 1969 dall'associazione culturale mwacmFamiglia Comasca nei vocabolari, nei documenti e nella produzione letterariamwacq.

Bibliografiche

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cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwad4mwad8mwaeaTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwaeemwaeiPDF), in mwaemciterefmwaeqLeggemwaeu mwaey26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwaecAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwaeg 151. mwaekURL consultato il 25 aprile 2012 mwaeo(archiviato dall'mwaesurl originale il 1º gennaio 2017).
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cite-note-2524. Dati tratti da: mwaukmwauomwausmwauwmwau0Popolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwau4mwau8PDF), su mwavaebiblio.istat.it, mwaveISTAT. mwavimwavmmwavqmwavuPopolazione residente per territorio – serie storica, su mwavyesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.

Bibliografia

• citerefborgheseAnnalisa Borghese, Grandate, in Il territorio lariano e i suoi comuni, Milano, Editoriale del Drago, 1992, p. 237.
• citerefmascettiMario Mascetti, Note di storia religiosa di Grandate - secoli XII-XVI, Parrocchia di San Bartolomeo, 1992.

Voci correlate
Altri progetti

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Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comune.grandate.co.it.
• citereflombardiabeniculturaliGrandate, su LombardiaBeniCulturali, Regione Lombardia.